Recensione "Il giardino degli amori perduti"

Buon pomeriggio lettori, in questo articolo voglio parlarvi del nuovissimo libro di Alessandro Faino, "Il giardino degli amori perduti", curiosi? Allora continuate a leggere...
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  • TITOLO: “Il giardino degli amori perduti”
  • AUTORE: Alessandro Faino
  • CASA EDITRICE: Il Rio Edizioni
  • N^PAGINE: 202
  • GENERE: Narrativa generale
  • PREZZO CARTACEO: €10,00
  • PREZZO E-BOOK: ---
  • TRAMA: "Il giardino degli amori perduti" è una cartolina di Taranto, la "città dei due mari", come si mostrava fino al 1960, quando cominciò a prendere vita il IV Siderurgico italiano. È pure il piccolo podere di Cataldo Stefani, sopravvissuto agli espropri dell'Italsider e in cui il maestro di scuola ed ex operaio dei cantieri navali svela al figlio Petro l'incanto del mondo e le afflizioni dei sogni contrastati. Gli amori perduti sono fantasmi di destini incrociati: quelli di Cataldo, Petro e di una famiglia che attraversa cent'anni di storia, quelli dei loro amori tormentati e, sullo sfondo delle proprie vicende, i destini di molti che abitano quella terra. "Il giardino degli amori perduti" è un romanzo sull'amore che pervade le nostre esistenze fragili e su una generazione, cresciuta con l'Ilva, che non ha mai smesso di vagheggiare un sogno di bellezza e cultura.
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“Le persone sono come iceberg, quelle creature galleggianti di ghiaccio che gironzolano nei mari gelidi e che si crede di conoscere potendone osservare la parte superficiale, la sola visibile. Anch’io sono un iceberg e non solo per come ti sono apparso , freddo, disgustoso e per niente accogliente. Ma soprattutto sono un iceberg perché nascondo quel che sono in profondità, sommerso da qualche mare. Tanto che forse neanche io stesso mi conosco più.”

  • RECENSIONE:
1.LA STORIA
“Il giardino degli amori perduti” è la storia di un padre che ha lottato ed  è riuscito a salvare il suo piccolo podere, in realtà tutto il suo mondo, dagli espropri dell’ Italsider. All’interno del libro ci viene raccontata la storia di Petro Stefani, suo figlio, ingegnere che nel corso della narrazione vivrà gli orrori del dopoguerra, spererà, lotterà, vivrà, incontrerà Fanny, donna della sua vita… Un amore proibito il loro, un amore travagliato, sofferto, vero. Questo libro è un vero e proprio viaggio che unisce storia, amore, passione, speranza, fatica, è un viaggio in cent’anni di Taranto e cent’anni di uomini coraggiosi e amorevoli.
2.LO STILE DI SCRITTURA E LA STRUTTURA DEL TESTO
Alessandro Faino è molto bravo nel far immedesimare completamente il lettore nonostante il racconto sia scritto in terza persona e abbia narratore esterno. Ci sono molti flashback e molte piacevoli descrizioni, inoltre è presente qualche pausa nel descrivere la guerra. Fabula e intreccio non coincidono. Altra cosa che ho molto apprezzato è la presenza di lettere all’interno del romanzo. Devo ammettere  però che soprattutto in alcuni punti ho trovato il libro poco scorrevole e fluido, ma sempre molto elegante e profondo.
3.LA MIA OPINIONE
Se qualcuno mi chiedesse di descrivere “Il giardino degli amori perduti” con una sola parola direi “VITA”, si perché questo bellissimo romanzo ti da la possibilità di vivere tutto ciò che nella vita prima o poi arriva in qualche modo. Mi è piaciuta tantissimo la capacità di Faino di unire storia e amore in un romanzo profondo e veritiero. Questo libro ci mette di fronte ad una realtà, alla realtà della così detta “Città dei due mari”, ci va vedere come sarebbe potuta essere e quello che purtroppo è. Un libro che ti rende consapevole, ma che comunque ti fa sperare, sognare! Un libro da leggere che vi sorprenderà rompendo l’equilibrio tra idillio e realtà.

“Certe infanzie assomigliano a promesse di felicità, come i crepuscoli vermigli d’ottobre, che lasciano sperare in giorni radiosi. In fondo a quelle promesse si costruiscono sogni, ma spesso i sogni sono lastre di ghiaccio e la volontà di afferrarli pattini esitanti, che graffiano la superficie gelata. Alcuni sono sogni veri, abitano dentro il cuore e si nutrono di immaginazione. Altri, più che sogni, sono necessità: cibano l’anima, ma sono essenziali come l’acqua. Sono come la pelle per il corpo.”
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N.B:SE AVETE UN'OPINIONE DIVERSA SU QUESTO ROMANZO, SCRIVETE PURE NEI COMMENTI IL VOSTRO PENSIERO. QUESTA MIA RECENSIONE NON E', E NON VUOLE ESSERE NULLA DI PERSONALE NEI VOSTRI CONFRONTI. SAPPIATE CHE IO RISPETTO TUTTI E TUTTE LE OPINIONI ANCHE SE DIVERSE DALLA MIA.
Baci, Anna!
 

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